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Of William Shakespeare

Since 10/01/2012 to 15/01/2012

Gender Drammaturgia

At Theater Piccolo Eliseo
Macbeth Night

con Roberto Cardone, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano,
Vito De Girolamo, Mariantonietta Mennuni, Ruggiero Valentini
drammaturgia Simona Gonella,Roberto Romei
collaborazione artistica Roberto Romei
scene e costumi Greta Cuneo
luci Michelangelo Campanale
regia Simona Gonella
Macbeth Night si svolge tutto in un’unica notte, in un unico luogo. Non il castello di Inverness come centro dell’azione, ma un Night Bar, che è contemporaneamente luogo del riposo dopo la battaglia, luogo delle feste (i banchetti “abortiti” di cui è costellato il testo e da cui è germogliata l’idea di un luogo di festa cupa e notturna), luogo delle profezie “cantate” da una strega fortemente ambigua, luogo dell’assassinio, luogo del desiderio che porta al fallimento. Luogo delle innocenze violate.
Che senso ha compiere l’atto contro natura supremo – l’assassinio – se non porta alla fine alla gioia, al soddisfacimento del desiderio? Lo dice la lady al suo Macbeth al culmine della lucidità e della tensione. Ma lo dice anche a noi, affondando il dito nella piaga dei tanti che puntano in alto disposti a tutto anche a “sfidare la natura”, e che si ritrovano disperatamente soli perché per fare il “male” bisogna esserne capaci, non basta “vestirsi di abiti non propri”. La solitudine finale del protagonista è il punto di arrivo dell’uomo Macbeth e la sua condanna, ma è anche l’inizio della restaurazione del potere di chi – per nascita – quel potere ce l’ha, e ha solo bisogno di arrivare alla giusta maturazione di “figlio del re” (Malcolm) per essere re egli stesso. Una parabola che suona così contemporanea.

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